Il pranzo di Pasqua secondo noi

Certo non si tratta del pranzo di Natale, ma anche a Pasqua noi Italiani non ci facciamo mancare nulla.
In queste occasioni, conoscendo la mia passione enogastronomica, clienti e amici mi chiedono spesso il menù di Casa Cribiù.
Sulla nostra tavola non può mancare il tradizionale antipasto a base di uova sode e ripiene. Io gli abbino un Franciacorta (al Wineshop ho solo l’imbarazzo della scelta) o un Prosecco dop, doc, docg.
Come primo piatto quest’anno sceglierò sicuramente un risotto agli asparagi e per non fare discriminazioni di longitudine, a seconda degli invitati gli potrò affiancare un Muller Thurgau dell’Alto Adige (Cantine Nals Margreid o Tramin), un Verdicchio Castelli di Jesi (cantina Monte Schiavo) o un verdicchio di Matelica (cantina Monacesca), oppure giù giù fino a un Greco di tufo (cantina Vinosia o Mastroberardino).
Da tradizione poi porto in tavola agnello al forno o carrè di maiale arrosto che piace quasi a tutti. Piatti sostanziosi per cui sceglierò al momento tra Barbera d’Asti o d’Alba, Bolgheri rosso (Adeo Campo alla Sughera) o i più noti Bruciato, Tignanello, Aglianico del Vulture (cantine del Notaio) e del Molise (cantine Di Majo Norante). Oppure il più modaiolo Etna rosso delle cantine Firriato, Planeta o Terre Nere.
Dulcis in fundo, ovviamente non può mancare la colomba classica (o profumata al moscato) a cui d’obbligo abbinare un moscato d’Asti (Saracco, Caudrina, Ceretto e braida) o il gradevole moscato rosa di Astoria.
E ovviamente l’uovo di vero cioccolato: fondente, al latte (a me piace bicolore) o con le nocciole. Qui va benissimo chiudere con il caffè o… se voglio proprio esagerare un goccio di barolo chinato.
Prosit!