Non solo sake

Quando il whisky giapponese supera quello scozzese, diventa ‘cool’ anche in Italia.
Forse non tutti sanno che fino al 2000 circa i distillati giapponesi erano prodotti quasi esclusivamente per un mercato interno, si era sempre creduto infatti che al confronto con i ‘colleghi’ scozzesi originali non potessero avere storia.
Il primo segnale che qualcosa potesse cambiare si è avuto nel 2001, quando il Nikka Yoichi single malt invecchiato 10 anni ha vinto il premio ‘Best of the Best’ ai Whisky Magazine's awards. I riflettori si sono accesi allora anche in Oriente con una progressiva crescita dell’interesse e del mercato.
Ma il contraccolpo maggiore alle case scozzesi è di due anni fa quando la World Whiskey Bible, la vera ‘bibbia’ del settore curata da Jim Murray per la prima volta ha assegnato il titolo di miglior whisky del mondo a un giapponese: il Suntory Yamazaki Single Malt Sherry Cask 2013. E qui si è aperto un mondo in realtà per nulla improvvisato.
La distilleria Yamazaki, che si trova vicino a Kyoto, esiste infatti dal 1923, ed è considerata un gioiello industriale. Il secondo produttore giapponese di whisky è invece la Nikka.
I distillati nipponici sono particolarmente apprezzati per la loro mordibidezza. Sono prodotti utilizzando i vecchi metodi di distillazione ormai quasi abbandonati dai maestri scozzesi: si usano gli alambicchi pot still ancora ravvivati a fuoco vivo, che con la loro forma a cipolla producono un alcool ricco e corposo.
Se vi abbiamo un po’ incuriosito, per un regalo un po’ speciale in vista di Natale, al Wine Shop abbiamo scelto di proporre una selezione di whisky giapponesi dei maggiori e migliori produttori. Veniteci a trovare.